Articoli stampa anno 2017

Barcolana

Nella mostra di Martinuzzi

Di rado mi era capitato di vedere la sala principale del Caffè San Marco così gremita di pubblico, come in occasione della vernice del paesaggista Francesco Martinuzzi (ha 48 anni) che presenta una decina di oli, ispirati all’avvenimento triestino di maggiore eco: le duemila barche a vela impegnate nella kermesse della Barcolana.

Durante la serata hanno parlato la curatrice d’arte Gabriella Machne, e il critico Vito Sutto, autore di una poetica presentazione in catalogo.

Martinuzzi sa cogliere un tocco lieve ma preciso, quasi fossero delle fotocolor, le imbarcazioni in gara a vela tese dal borino. E sullo sfondo le architetture del Ferstel del palazzo del Lioyd, o in serata, le barche che rientrano, l’architettura neoclassica del Nobile la lanterna. In ogni opera si scopre un grande amore per la sua città, per Trieste.

Il prefattore cita tra le fonti letterarie di Martinuzzi, un certo Professor Silvano Del Missier. Martinuzzi non la conosciuto. Visse a Mofalcone, ma era nato a Mantova, credo nel 1921. chi scrive gli dedicò un articolo che venne intitolato “Il poeta in cantina”. Del Missier aveva lo studio a Mofalcone, nel seminterrato. Fu una poeta dedicato quanto schiavo. Si era formato all’Università studiando francese, con Diego Valeri, uno dei primi insegnanti giunti all’ateneo triestino, nel primo dopoguerra.

Da questi studi francesisti rimane la tradizione, con testo a fronte, della poesia di Paul Eluard. Ebbene, alla poesia sommessa di Del Missier, si potrebbe ricondurre la pittura di Martinuzzi.

Ma abbandoniamo i trabocchetti della critica che cerca raffrontare tra una pagina scritta e un dipinto.

Così sbaglia chi cercasse corrispondenza tra un dipinto di Guttuso e un testo di Moravia, e ancor meglio del conterraneo Camilleri.

Occupiamoci della pittura onesta di Martinuzzi.

I suoi oli hanno la consapevolezza classica degli esempi illustrati della pittura ottocentesca, attenta alla presa sul vero. Quindi senz’altro da elogiare la perizia con la quale rende lo specchio marino solcato dalle prore delle imbarcazioni da regata; far sentire la freschezza brezza che gonfia le vele; in secondo piano in lontananza i monumenti più caratteristici del fronte marino.

Per concludere, la sua pittura esprime poesia e sincero amore per Trieste.

La mostra rimarrà aperta sino al 1° ottobre.

Giornale "Vita Nuova"

Prof. Sergio Brossi

 
 

Il giornale "IL PAIS" Gente della nostra terra Mensile. (Udine)

N°11 settembre 2017

Il giornale "IL PICCOLO" Quotidiano Trieste 16 Settembre 2017

 

della dichiarazione di guerra del re d’Italia all’Austria – Ungheria, che pareva sull’orlo di crollare sotto il maglio dell’esercito russo. Invece verrà fermato dalle forze germaniche che lo battono sui laghi Masuri. Dopo l’arrivo delle truppe Italiane, Timel rifece i suoi pannelli per il Caffè San Marco. A cent’anni e passa dalla sua prima apertura, il Caffè San Marco è rinato a nuova vita, perché pur conservando le sue funzioni, ha accolto i volumi dell’adiacente libreria di via Donizetti. Se di fronte c’è la grande libreria Lovast all’opposto il Caffè San Marco ospita un’intera libreria. Caffè libreria che alle sue pareti ospita pure delle opere d’arte e diviene così pure galleria d’arte.

In questi giorni ospita gli oli su compensato di Francesco Martinuzzi. Francesco Martinuzzi è nato a Padova il 10 agosto 1969 (quindi il prossimo mese compirà 47 anni). Chi scrive non lo ricordava, ma è stato allievo del caro acquerellista Lido Dambrosi (1922-2007). si ricorda di certe mie visite nello studio del suo maestro in viale Ippodromo. Tale fu la smania di dipingere del giovane Martinuzzi che ad un certo punto si fece madonnaro (personaggi che dipinsero con gessetti colorati l’asfalto dei marciapiedi cittadini). Aderì pure alla loro Associazione, l’A.M.I. (Associazione Madonnari d’Italia); partecipò ai loto raduni annuali a Mantova, di solito il giorno dell’Assunta, il 15 agosto o Ferragosto.

Alle pareti del Caffè San Marco, Francesco Martinuzzi, espone una dozzina di paesaggi urbani: olio su compensato e due pastelli su carta. Speriamo che la personale venga prorogata. Il tema è “Trieste oggi” ma andrebbe interpretato nel senso di: “Scorci del passato come li vediamo oggi”. Patrocina la personale di Martinuzzi, al caffè - libreria di via Battisti 18, la Bottega d’arte Amèbe.

                                                                                               f.to Segio Brossi

Articolo sta


FRANCESCO SEDICI ANNI, “MADONNARO” TRIESTINO

Ho dipinto la prima immagine e i passanti sono stati generosi”

C’è un giovanissimo triestino che, nel tempo libero, fa il madonnaro: Francesco, sedici anni, frequenta un istituto per perito elettrauto ma sogna di fare il pittore. Purtroppo, carte colori pennelli tutto il materiale per disegnare insomma costano sempre di più e la sua famiglia non può permettersi ulteriori spese. Così Francesco per trovare i soliti necessari,  tre mesi fa si è armato di gessetti colorati e ha dipinto la sua prima immagine sacra in viale xx settembre. E’ andata bene, i passanti sono stati generosi e lui ha ritenuto l’esperienza in piazza della Borsa. Adesso è molto contento per aver trovato il modo, che per di più gli è congeniale, di mantenere economicamente la sua passione senza gravare sul bilancio di casa.

mpa anno 1985

Racconta: “L’idea mi è venut

tesse da pagare. La risposta è stata negativa e allora mi sono deciso”.

Commenta fiducioso: “Ora ho i mezzi per farcela e mi iscriverò presso ad un corso di pittura per imparare bene le varie tecniche”.

Sin dalle scuole medie gli hanno detto che è portato per il disegno ma non ha voluto iscriversi all’istituto d’arte perché a suo parere serve relativamente e non da certezze a fini occupazionali.

Come elettrauto dice sarà molto più facile lavorare e al contempo inseguire il mio sogno: presentare un giorno alla sala comunale d’arte, dove ho già fatto vedere qualche opera, una mostra tutta mia”.

a osservando un madonnaro; mi sono subito informato se c’erano